Parola agli scrittori #1. Buk Fest Catania

di Luigi Provini

Al Buk festival di Catania c'eravamo anche noi, ci aggiravamo sotto i portici di Palazzo Platamone per conoscere scrittori ed editori. Durante la tre giorni di festa, dal 26 al 28 settembre, abbiamo conosciuto il mondo dell'editoria underground e intervistato molti ospiti. Ascolta le interviste

 Vincenzo Maimone, autore de La variabile Costante: «Milano e Acireale al centro del mio giallo».

«Una storia in cui l’intreccio e le dinamiche investigative spingono i protagonisti della vicenda, un commissario ed un professore, a collaborare per cercare di risolvere il caso del quale si occupano». Maimone non manca di sottolineare l’importanza della scelta di Milano e Acireale come sedi dell’ambientazione della narrazione: «Non sono due città prese a caso, rappresentano lo scenario perfetto per un racconto noir».


Manlio D'Urso, editore e fondatore de Malcor D'edizioni: «La piccola editoria soffre la concorrenza con i grossi editori, è importante che i piccoli editori si associno per diventare grandi».

«Malcor D è una casa editrice molto giovane, il primo libro è uscito a Settembre 2012, oggi abbiamo un piccolo catalogo costituito da undici libri. Al centro dell’attenzione c’è la saggistica con particolare rilevanza a lavori interdisciplinari (di architettura, economia, sociologia ndr) che hanno come fine quello della divulgazione. Vogliamo che i temi scientifici possano essere compresi facilmente da tutti, per questo cerchiamo di esporli in maniera chiara». Questo un estratto dell’intervista all’editore. La sua casa editrice, muovendosi sul territorio locale, ha cercato di istituire un rapporto diretto con l’Università. Non è un caso che molti degli autori siano docenti.


Vera Ambra, editrice Akkuaria e autrice de Esca Viva: «Una storia vera per denunciare un orrore che, purtroppo, ancora oggi si ripete»

«Esca Viva è la storia di una donna che ha subito violenza nella prima infanzia e che a causa di questo gesto inconsulto ha vissuto una vita piena di sofferenze e di difficoltà». Con soddisfazione la scrittrice ci rivela che il libro rientra all’interno di una campagna di solidarietà contro il turismo sessuale e le violenze sui minori. Infine una battuta sul momento dell’editoria: «oggi, sembra un paradosso,ci sono più scrittori che lettori»


Alessandro Scardaci, autore de Il vecchio che vendeva il tempo: «Un racconto semplice che lancia un messaggio d’ottimismo».

«Il bello delle mie storie? Sono a lieto fine e accessibili a tutti. È importante aiutare la gente a ritrovare il sorriso». Il vecchio che vendeva il tempo è, cronologicamente, l’ultima produzione dello scrittore catanese. Prima di questa ha pubblicato con la casa editrice Akkuaria due storie di tipo favolistico; La regina dell’arcobaleno e Villa Smeraldo.


Giuseppe Quattrocchi, autore de La borsa dell'avvocato: «Grazie alla casa editrice messinese Kimerik il mio sogno è diventato realtà». 

«Spero profondamente che l’editoria possa continuare ad avere appeal e forza per andare avanti nel suo percorso di educazione alla cultura. L’elettronica avanza, oramai è possibile scaricare libri digitali su pc o tablet, sono un romantico, preferisco il profumo della carta, un libro va sfogliato». Quattrocchi ci svela parte dei contenuti della sua nuova produzione: «è un giallo ambientato in un paese siciliano degli anni Cinquanta. Ha dei risvolti comici, un libro leggero che può essere letto tutto d’un fiato».


Gabriella Rossitto, poetessa e autrice della raccolta Segrete Stanze: «I giovani lontani dalla poesia? È colpa della scuola».

«Scrivo poesie che riguardano me, quello che sento e quello che sono, non amo parlare di temi sociali». Poi una riflessione della rimatrice catanese riguardo l’edizione catanese di Buk Fest: «è bello che Catania si sia inserita nel circuito di questa manifestazione, spero che questo sia solo l’inizio».


Giuseppe Torresi, direttore editoriale di Villaggio Maori Edizioni: «Piccola editoria in crisi? Vi do alcune possibili soluzioni».

«In un periodo come quello che stiamo vivendo la piccola editoria sopravvive anche attraverso dispositivi nuovi come l’e-book». Diventa necessaria, per Torresi, un’innovazione che possa consentire alla piccola editoria di restare in vita: «Per quanto riguarda l’editoria classica si soffre un po’ per quel che riguarda la distribuzione, ciononostante si cerca di trovare distribuzioni alternative con la creazione, da parte delle case editrici, di propri portali on-line e attraverso il miglioramento delle piattaforme digitali.

 

Alberto Minnella, autore de Il Gioco delle Sette Pietre: «L’editoria a pagamento mi fa paura».

“Sono entrato da poco nel mondo della piccola editoria. Ciò che emerge è una vastissima produzione giovanile, un tempo non era così”. Per lo scrittore siciliano è “fondamentale che siano i lettori a scegliere quali siano i prodotti migliori dell’editoria, quelli che meglio riescono a descrivere il paese o la realtà nella quale viviamo”.

Foto in home page di Adriano Di Gregorio


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29 settembre 2014
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