Un laboratorio su cittadinanza, territorio, mafie

Dal prossimo anno accademico, l'ateneo di Catania realizzerà una serie di lezioni interdisciplinari sulla storia di Cosa nostra e gli aspetti legali, ma anche sulla sua rappresentazione cinematografica. Il ciclo è dedicato al magistrato Giambattista Scidà

Cittadinanza, territorio, mafie. È questo il titolo di un ciclo di lezioni - in collaborazione tra diversi dipartimenti - che l'ateneo di Catania organizzerà durante il prossimo anno accademico. «Lezioni sì frontali», spiega il coordinatore Antonio Pioletti, ma con «la partecipazione di associazioni della società civile che lavorano sul campo». Un'iniziativa che prevede «l'apertura dell'università al territorio, in modo concreto».

Sono già sette gli argomenti definiti. La rappresentazione della mafia nell'immaginario cinematografico (con la redazione de I Siciliani giovani), la Catania di Pippo Fava (in collaborazione con la fondazione Fava e il teatro Stabile), antimafia sociale e i giovani a San Cristoforo (referente il Gapa), ecomafie (Legambiente), la legislazione antimafia attraverso i processi (l'intervento è dell'associazione Scidà), mafie di confine, storia della mafia (con Addiopizzo).

L'idea di realizzare un ciclo di lezioni articolate in maniera così complessa è nata a gennaio, durante la presentazione di una raccolta di scritti del magistrato Giambattista Scidà. E proprio alla memoria dello storico presidente del Tribunale dei minori - figura di riferimento della società civile, scomparso nel 2011 - sarà dedicata l'iniziativa. «Un atto dovuto e profondamente sentito», lo definisce Pioletti. «Catania - conclude - è una città che deve chiedere scusa e intitolare a lui questi laboratori significa ricordarne l'operato e rendergli omaggio».