Silvia Avallone: «Racconto le strade di chi resta»

di Roberto Sammito

Dopo il successo di Acciaio, tradotto in 22 lingue e diventato un film, Silvia Avallone ritorna in libreria con Marina Bellezza. Se con il primo romanzo la giovane scrittrice aveva raccontato la fine di un benessere considerato inesauribile, in questo presenta la sua rivoluzione: rimanere senza arretrare di un passo. La scrittrice ha presentato il suo libro a Ragusa nel corso del festival A tutto volume

Marina ha vent’anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l’affetto di un padre assente e di una madre troppo giovane e fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, vuole andare in città e prendersi ciò che sogna. Andrea, invece, lavora part time in una biblioteca e vive all’ombra del successo del fratello emigrato in America. Ha un progetto folle e coraggioso: ritornare dove ha cominciato il nonno, risalire la montagna, ripartire dalle origini.

«Non c'è più un lavoro normale. Il vecchio concetto di lavoro come ce l'hanno raccontato quando eravamo bambini è completamente scomparso», ci racconta la scrittrice a margine della sua presentazione a Ragusa. «Ho voluto raccontare, anche con molta rabbia, le due strade estreme e opposte di cosa puoi fare in Italia se non te ne vuoi andare in un'epoca in cui sembra normale andarsene. Tutti noi abbiamo dovuto cercare delle strade alternative o addirittura inventarne di folli», spiega Avallone.

Marina Bellezza figlia di questi ultimi vent'anni insegue quello che ci hanno insegnato a desiderare: il successo. Ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. «Ma cos'è il successo? Può essere fatto dei famigerati cinque minuti, non sai fare niente e non hai niente da dire ma sei visibile. Oppure è il successo di una storia, di una gavetta. Questo per me è più importante delle scelte che fanno i protagonisti».

Andrea e Marina sono uniti dalla stessa determinazione, dal non volerla dare vinta ad un periodo storico in un paese che hanno saccheggiato fregandosene di chi sarebbe venuto dopo. Entrambi vogliono la loro fetta di futuro.

Nel futuro di Silvia Avallone ci sono altre storie, altri romanzi. «Viaggio tantissimo ma non riesco a scrivere mentre sono in giro. Porto con me il mio quadernetto dove inizio a pensare al nuovo romanzo a buttar giù idee e personaggi. Ho già scritto qualcosa anche a Ragusa».


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