Parola agli scrittori #3. Buk Fest Catania

di Laura Rondinella

Non è un mondo semplice per le piccole case editrici, e gli scrittori non se la passano meglio: in Italia si legge poco e gli emergenti non trovano spazio. Al Buk festival ne abbiamo conosciuti tanti, ve ne presentiamo alcuni. Ascolta le interviste

Serena Prestidalisi, casa editrice Gorilla Sapiens Editori: «Stabilire un contatto diretto con il pubblico è il segreto per fronteggiare la crisi attuale».

«Stiamo cercando di creare una sorta di rete fra editori ed editorie indipendenti; la difficoltà per una piccola casa editrice è la visibilità. Manifestazioni come questa permettono all’editore una maggiore diffusione delle proprie produzioni ad un pubblico molto spesso diverso da quello usuale, così come sottolinea la stessa Serena: «Siamo di Roma e abbiamo scelto di partecipare al buk festival di Catania per avere la possibilità di parlare delle nostre pubblicazioni e lo faremo nel migliore dei modi».


Pierangelo Giambra, casa editrice Giambra Editori: «L’unione delle case editrici potrebbe essere elemento favorevole per diminuire i costi di distribuzione».

«Le piccole case editrici sono in difficoltà soprattutto per la distribuzione. Riuscire a distribuire anche a livello regionale è sempre più difficile a causa di percentuali sempre più alte». Lo scarso interesse dei giovani verso la lettura viene notevolmente avvertito dalle piccole e medie realtà che dovrebbero attuare una vera e propria collaborazione. «Dovremmo unirci anche a livello regionale e cercare un modo per poter distribuire in proprio. Bisognerebbe organizzare una distribuzione anche nelle librerie capillari».


Alfio Grasso, casa editrice Algra: «Libro e e-book. Fra tradizione e innovazione».

«Un libro in qualche modo mette in movimento tutti i sensi: l’olfatto, l’odore della carta, il tatto, la vista e poi qualora mancasse il prodotto cartaceo verrebbero meno altre realtà come la libreria in casa o la biblioteca, dimensioni con le quali siamo cresciuti e alle quali siamo irrimediabilmente e profondamente affezionati». La vena romantica del nostro editore si mescola con una forte consapevolezza legata all’era digitale: «Occorre fare i conti con l’evoluzione; per noi è molto difficile immaginare un prodotto librario totalmente digitale, allo stesso tempo però ci sono molte cose che oggi stiamo affrontando e che un tempo valutavamo impensabili. Bisogna abbracciare nuove realtà, anche la nostra casa editrice si sta aprendo al mercato degli e-book però senza dimenticare l’origine del prodotto cartaceo. Il nostro e- book avrà anche la versione cartacea per gli amanti della libreria».


Laura Cassarà: «Professione e scrittura si incontrano».

Una forte passione per le tematiche ha spinto l’autrice verso la stesura di due libri molto particolari. «Sono un ingegnere edile e l’architettura è sempre stato il mio pane quotidiano, ma sono anche una vecchissima appassionata di fumetti». L’autrice ha pubblicato Goodbye topolinia, un saggio che analizza i rapporti fra architettura e fumetto, esplora le connessioni di due forme d’arte apparentemente slegate in realtà affini per linguaggio e comunicazione. «Il primo saggio quindi nasce proprio da una passione, anzi, dal congiungersi di due passioni: una professionale, l’altra privata. Il secondo saggio dal titolo Self design invece nasce dall’attività di ricerca che io ho svolto negli ultimi anni proprio sui temi della fabbricazione digitale, un po’ più tecnico, ma molto social.». La crisi del settore editoriale tuttavia non spaventa Laura Cassarà che conclude dicendo: «Il settore dell’editoria è in crisi di vendite, ma non lo sarà mai dal punto di vista ideale e mi ritengo fortunata nell’aver trovato un editore eccellente che crede molto in queste tematiche di nicchia»


Susanna Basile: «Io non scrivo per Bizzocchi»

Delitto alla Grotowski questo il titolo del libro presentato nella splendida cornice del cortile Platamone. «Una ecclettica presentazione e personaggi con un forte profilo psicologico» queste le parole di Susanna Basile che dedice di mescolare l’elemento letterario con quello teatrale. «Se cercate un libro della buonanotte non è questo; è un libro che dovete leggere svegli perché è anche una sfida. Il giallo c’è, ci sono gli assassini, gli ammazzati e fino alla fine non saprete chi sono. I miei personaggi sono belli perché sono tutti veri»


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30 settembre 2014
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