Parola agli scrittori #2. Buk Fest Catania

di Erika Magistro

Libri per bambini e per adulti, di carta e digitali. Al Buk festival c'erano libri per tutti e per tutti i gusti. Abbiamo intervistato molti editori e scrittori, chissà se tra questi c'è il futuro Andrea Camilleri. Ascolta le interviste

Angelo Orlando, autore e collaboratore della casa editrice Del Vecchio editore: «Per sopravvivere al mercato occorre essere identificabili».

«La strategia della casa editrice risiede, prima di tutto, nell’avere un buon contratto di distribuzione e nel curare molti aspetti, non ultimo quello della grafica dal momento in cui, in questo oceano di offerte librarie in cui ci si perde, essere identificabili risulta decisivo».


Fausta di Falco, casa editrice Verba Volant: «Parte pratica e ludica al fine di catturare l’attenzione dei più piccoli».

«Quest’anno abbiamo portato una novità all’interno del BukFestival: Giorgina, una cinquecento anni ’60, sarà il punto di aggregazione per i bambini, quindi letture animate e laboratori legati al mondo dei libri. Non apparteniamo ad una casa editrice solo per bambini ma anche per adulti: da poco, per l’appunto, abbiamo inaugurato una collana di ristampe di libri di Laura di Falco,vincitrice per ben due volte del premio Strega».


Francesco Romeo, Corrimano edizioni: «Equilibrio tra forma e contenuto come strategia di mercato».

«Noi crediamo, a differenza di molte case editrici, in un rapporto tra la forma e la teoria, quindi anche in una componente filosofica. Tra le strategie di mercato reputiamo vincenti quelle volte a coinvolgere più autori attorno ad un’operazione; ad esempio l’ultima idea che abbiamo avuto è stata quella di chiedere a degli scrittori noti di procedere ad una riscrittura di un racconto straniero amato».


Sara Ammirabile, Exorma edizioni: «L’importanza della qualità del prodotto editoriale».

«È la qualità del prodotto che permette alla piccola casa editrice di sopravvivere nel mare magnum. Exorma si occupa prevalentemente di letteratura di viaggio ma anche di aspetti più profondi come quelli antropologico-musicali. Stiamo puntando più sulla qualità dei manoscritti che arrivano in redazione e che possono essere confacenti alla nostra linea editoriale. Manifestazioni come il Buk festival sono importanti perché consentono il contatto diretto col pubblico di lettori».


Cristiano Sabbatini, casa editrice Bel-Ami: «Necessità di adeguarsi alle innovazioni tecnologiche».

«Alla base della filosofia di ogni piccola entità editoriale c’è la ricerca e la nostra punta esclusivamente sugli autori nei quali crede. Diversificare gli investimenti e la formazione editoriale, creando nuovi redattori o correttori di bozze, rientra tra i modi per affrontare il mercato. Credo che respingere la tecnologia sia estremamente pericoloso, occorre invece che le piccole realtà editoriali si adeguino alle innovazioni».


Angelo Mazzotta, casa editrice Selinunte: «Manifestazioni utili per la promozione del mondo editoriale».

 «Tutta la piccola editoria di Sicilia con sofferenza ma ottimismo riesce a sopravvivere per portare avanti un discorso culturale grazie anche a fiere come queste che nascono al fine di valorizzare il nostro produrre; a breve si terrà a Selinunte nel mese di dicembre la Selino libri che racconterà l’editoria di Sicilia. Manifestazioni come il buk festival vanno sostenute perché rappresentano piccole vetrine che ci permettono di diffondere il nostro lavoro».


Mario Grasso, direttore editoriale-Prova D’autore: «La scrittura sopravviverà finché ci sarà l’umanità».

«I tempi sono difficilissimi però è anche vero che il navigante che è in mare non si riconosce quando il mare è calmo ma quando è in tempesta. Non bisogna mai gloriare i tempi passati, il mondo si evolve e così anche il libro ma sono sicuro che la carta stampata riuscirà a sopravvivere. La scrittura nasce con l’uomo, racconta le sue avventure e i suoi sentimenti e finché ci sarà l’umanità non rischierà di soccombere».


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30 settembre 2014
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