"Mimi siciliani" di Francesco Lanza

Domenica 27 giugno alle 19, Radio Zammù e Zammù TV trasmettono una nuova puntata del programma "Sinestesie | Radio estensioni teatrali", con la regia di Gianni Salvo 


Note di regia 

Si tratta di un diario che attraversa le pagine eleganti e poetiche di Francesco Lanza - spiega il regista Gianni Salvoe che si focalizza sul mimo: figura che si diffonde particolarmente nel nostro Novecento ma che ha radici antiche e lontane. Basta pensare ai mimi di Sofrone. Mimi che condividono la medesima origine teatrale con la maschera ma che se ne differenziano perché mentre queste portano con sé la storia antropologica di un popolo, il mimo è anima e poesia.

A condurre questo viaggio nella parola di Lanza e nella Sicilia di cento anni fa è la professoressa Margherita Verdirame, docente di Letteratura italiana all'Università di Catania. Quella dipinta da Lanza nei suoi Mimi Siciliani non è la Sicilia costiera, smagliante e incalzata dalle onde del mare nostrum, mitico approdo di viaggiatori ma è un territorio più appartato e remoto. È quello dell’ennese, incastonato tra le cime dei monti Erei - prosegue la docente - Un mondo che mantiene la sua radice arcaica e agreste che lo scrittore di Valguarnera trasferisce in una forma letteraria poetica ed elegante con una cifra poetica inconfondibile.

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Percorso "La memoria delle radici / Le radici delle memoria"

Il radiodramma - inserito nel percorso "La memoria delle radici / Le radici delle memoria" - è un affresco della società contadina e paesana siciliana degli Anni 20. È interpretato da Evelyn Famà, Carlo Ferreri, Anna Passanisi, Maria Rita Sgarlato e le musiche originali di Pietro Cavalieri.


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