Hipster Dixit, back to the shack

di Barbara Oliveri

Occhialoni spessi, maglia a pois, svolte sui jeans. Si comincia. Hipster Dixit si apre ancora di pi¨ a generi diversi, consistenze morbide e spigolose, rock e nu-disco. Nella prima puntata ci sono anche Alt J, Passion Pit e Verdena

Sigla e poi New Pornographers. Arrivati al sesto album sono sempre affascinanti, power pop e ancora adolescenziali quanto basta. Aspettando l'uscita del loro secondo lavoro, This Is All Yours, ci facciamo viziare dalle atmosfere pop-folk degli Alt J, per poi passare all'electro-rock dei Kasabian, quel "vecchio amore" che non si scorda mai.

Felice riscoperta restano, invece, i Passion Pit. Statunitensi, fanno un british pop da chitarre twee e sonoritÓ che si alzano sull'onda beccata dai Two Door Cinema Club. Il basso familiare di We exist, degli Arcade Fire, ci scalda poi le cuffie preannunciando un'altra bass line, ma pi¨ funky: Ŕ quella di Classic, dei Knocks. Il loro nome riflette l'onomatopeico knock knock, (il nostro toc toc) e bussano proprio alla porta di Hipster Dixit, portando un nuovo genere al quale il nostro piccolo hipster si Ŕ giÓ affezionato. Non possiamo che chiudere con i Ting Tings: Shut up and let me go!

Scopri la playlist

17 settembre 2014
00:50:57