Dimartino: «nel nuovo disco c'è anche mio nonno»

di Barbara Oliveri

Un paese ci vuole è il terzo album per i Dimartino, lo abbiamo ascoltato in anteprima con uno streaming geografico e lo ascolteremo live il 13 agosto al Teatro Greco di Tindari per Indiegeno Fest. Antonio Di Martino ci ha raccontato di questo lavoro «tutto romantico»

Per ascoltare Un paese ci vuole in anteprima ci siamo fatti una gita fuori porta, bici a scatto fisso, cuffie e smartphone in tasca. È stato il suo regalo di Pasqua, poco prima che uscisse il disco. «Sono per le cose romantiche - dice Antonio - la mia idea iniziale era quella di fare una caccia al tesoro, distribuire delle mappe e nascondere dei dischi in alcuni punti dei paesi: una cosa più analogica». Perché Un paese ci vuole è un disco tutto romantico, e Antonio è più per l'analogico, i vinili e il romanticismo: «sono un anziano da questo punto di vista - ride - mi hanno dissuaso dalla mia idea iniziale perché sarebbe stata troppo difficile da realizzare, allora abbiamo fatto quest'app in cui la poesia si incontra con la tecnologia».

Ha scelto trecento paesi in tutta Italia in cui, smartphone alla mano, abbiamo potuto ascoltare il nuovo disco in streaming e in anteprima. Li ha scelti «in base alla loro bellezza, alla loro storia», discriminando volutamente le grandi città: «avendo scritto un disco sul paese mi piaceva l'idea che i posti in cui si potesse ascoltare fossero soltanto dei paesi». Anche paesi morti, fantasma, abbandonati. Come Poggio Reale o Craco, «per avvicinare la gente ai paesi volevo che, per ascoltare il disco, l'ascoltatore dovesse andare in uno di questi posti e ripopolarli anche per una giornata». E c'è chi ha fatto una piccola gita, chi ha scoperto dei luoghi particolari in cui poi è ritornato. E la colonna sonora è stata Un paese ci vuole. Dentro ci sono le stagioni, le collaborazioni con Francesco Bianconi e Cristina Donà, e pure una registrazione fatta di nascosto: «ho registrato mio nonno che mi raccontava della prima volta in cui vide una macchina... C'è un'atmosfera corale, all'interno del disco si sente la casa, il calore della casa».