Hipster Dixit, non chiamatelo pop

Questa volta abbiamo suonato le corde dell'indie pop statunitense, australiano ma anche italiano. Ombre e luci soffuse per Lost boy, brano che apre la puntata fra dream pop shoegaze, interamente in inglese, cantato dagli italiani Be Forest. Per la rubrica Il demo era meglio, curata da Impatto Sonoro, abbiamo scelto gli His Clancyness

Hipster Dixit, trust me I'm a DJ

Il pop sofficemente electro degli M+A apre la quarta puntata di Hipster Dixit, forse un po’ preannunciando che questa volta ci saremmo dati all’elettronica. Quella dei Moderat, dei Casa del Mirto e di Caribou. E sono “elettronici” anche i Crystal Castles, scelti da Simona Strano per la rubrica targata Impatto sonoro: Il demo era meglio

Hipster Dixit, l'electro-pop trasognante e plasticoso

Questa volta ci siamo mossi fra modernità e sintetizzatori anni '80 cominciando con gli Haerts, americani, con la passione per le keyboards rievocative. Per la rubrica Il demo era meglio, Simona Strano redattrice della rivista Impatto Sonoro, ci ha consigliato i Plastic Made Sofa, con Lizards On A Wire

Hipster Dixit, that’s all Folk!

Abbiamo indossato una camicia a quadrettoni e cominciato questa puntata con l’indie folk dei The Decemberists per poi passare al garage-punk graffiante dei Fat White Family. Al giro di boa è tornata a trovarci Simona Strano, redattrice della rivista Impatto Sonoro, che ha consigliato un gruppo per la rubrica Il demo era meglio

Hipster Dixit, la musica coi baffi, dai Cloud Control a Breakbot

Prima puntata del programma musicale di Radio Zammù. Per la rubrica Il demo era meglio Simona Strano, della rivista Impatto Sonoro, ci ha consigliato il brano di un gruppo israeliano dalle sonorità disco anni '80: le REO, con la loro Ulay

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