Caos in Teatro arriva a Catania - Levante: «Bello essere a casa»

di Laura Rondinella

Dopo le sei tappe europee Levante ci porta nel caos delle sue stanze stupefacenti. Venerdì 23 marzo sul palco del Teatro Metropolitan di Catania la voce della cantautrice siciliana stupisce il pubblico ancora una volta. Uno spettacolo travolgente ed emozionante, composto da brani inediti e dai successi dell'ultimo album


Uno scintillio di luci e un'atmosfera intensa. Così comincia il concerto di Claudia Lagona, in arte Levante. In fondo a noi piace anche chiamarla così, in fondo la sentiamo un po' nostra. 
Venerdì sera al Teatro Metropolitan di Catania siamo riusciti a entrare nel caos di stanze stupefacenti, quelle stanze che vengono raccontate così bene, attraverso la musica, attraverso le parole, sapientemente calibrate e combinate. Il suo timbro inconfondibile è accompagnato da immagini, da un gioco di luci e proiezioni perfettamente coerenti con i brani in scaletta.
Si comincia con Caos (Preludio) e attraverso nuvole, montagne, farfalle e fiori che si intrecciano si arriva a "Io ti maledico", cade il telo delle proiezioni come se fosse un velo di Maya e inizia il concerto. La voglia di alzarsi e iniziare a ballare è tanta,ma aspettiamo impazienti. Si avvertono le mani che tengono il ritmo sul bracciolo del sedile, si intravedono le teste che si muovono sulle note di 1996 La stagione del rumore, Sbadiglio, Non me ne frega niente, Gesù Cristo sono io, ma aspettiamo ancora.
Dolcezza ed energia si fondono perfettamente in un'atmosfera quasi intima, come se il teatro si trasformasse davvero in una stanza in cui ci siamo solo noi e la sua voce che si insinua piacevolmente nelle orecchie e non se ne va più. Persino le proiezioni che la avvolgono, in un fascio luminoso che sale e scende continuamente, si addicono alla dolcezza della situazione, arricchita dagli arrangiamenti e dalle nuove sonorità



Una Levante composta, emozionata, contenta di essere a casa, una Levante che fa parlare la musica, ma che cerca ancora il contatto del pubblico, del suo pubblico. Ed eccola scendere dal palco, camminare fra gli occhi stupiti dei presenti e prendere per mano una ragazza. La porta con sé, la fa accomodare di fronte a lei e imbraccia la chitarra. Gli accordi sono subito riconoscibili. È lei: Ciao per sempre chitarra e voce. Occorre aggiungere altro? Il silenzio a questo punto si rompe e l'abbraccio dato alla ragazza diventa affetto collettivo verso il pubblico che la accompagna in questo percorso meraviglioso.
Finalmente i più coraggiosi si alzano, raggiungono le prime file ed è subito calore. Si va verso la fine del concerto con Duri come me, Pezzo di me e Abbi cura di te, cantata a squarciagola, letteralmente.
Dopo i ringraziamenti e le presentazioni dei musicisti Levante sorprende il pubblico ancora una volta. Rientra nuovamente per cantare Alfonso ed è subito festa. Il concerto si conclude così, con mille telefonini sollevati a riprendere il momento, a fissare un ricordo, un'emozione. Quella stessa emozione che ti spinge a dire: «Ma è già finito? Ricominciamo?»

 


27 marzo 2018