Bud Spencer Blues Explosion @ Centro Zo 22/03/15

di Barbara Oliveri

Catania, ultima data del Duel Tour partito a giugno. I romani Bud Spencer Blues Explosion tagliano il nastro della rassegna musicale Znort 2015. Leggi com'è andata


Cappellino e giubbotto in pelle, sul palco solo loro due: Cesare Petulicchio e Adriano Viterbini. Sopra di noi luci calde, dietro di loro BSB3, a caratteri in scatola. Il primo pezzo è Camion, una strumentale dal nuovo album che profuma di Africa e cannella. «Ciao, ciao a tutti», Adriano ci saluta. E la tipa dietro di me urla «Ma quindi sono italiani?!». Sì, i Bud Spencer Blues Explosion, che fanno un po' Queens of the Stone Age e Black Keys, e adorano la musica del Sud, sono italiani. L'accento romano li tradisce, ché so' romani de Roma. L'inizio è adrenalina compressa che si fa spazio fra le pennate del plettro di Adriano e che esplode con Esci piano, in un crescendo fino a Duel, altro pezzo dal nuovo disco, BSB3. Il locale si è riempito, e pensi a quanto ti sarebbe servito qualche centimetro in più d'altezza per vederli meglio. Si muovono seguendo il ritmo, si guardano prima di ogni bacchetta sul crash. I Bud Spencer Blues Explosion sono uno di quei pochi gruppi di cui puoi goderti il concerto fino alla fine, ché suonano meglio live, sul palco. E il ciddì ti lascia con la voglia di muoverti a occhi chiusi su Miracoli Mi sento come se. Dopo sessanta minuti di rock e sudore, escono di scena. Iniziamo a fischiare, non poteva finire così. Passa qualche minuto, tornano sul palco: Adriano imbraccia la chitarra di nuovo, Cesare stringe le sue bacchette. Bussano alla porta degli anni '90, prendono Hey Boy dei Chemical Brothers e ci fanno su una cover a loro modo: schitarrate e distorsione. «Noi non facciamo i dottori, non costruiamo case, siamo musicisti e essere pagati per ciò che facciamo per noi è un miracolo, quindi grazie a ognuno di voi per essere qui» Adriano applaude insieme a noi, ringraziandoci. Il concerto è finito, siamo ancora carichi, con gli acufeni alle orecchie emi sento come se non ci sentissi più.