Andrea Vianello: «Per questo lavoro servono passione, tenacia e curiosità»

di Benedetta Intelisano

International Journalism Festival 2015: dai talk show al futuro del giornalismo. I consigli del direttore di Rai3 agli studenti con il giornalismo nel cassetto


Vianello, Francesca Barra, Mia Ceran, Mario De Pizzo e Pierluigi Pardo si sono interrogati sulle sorti dei talk show. Un tempo erano la terza camera della Repubblica, gli studi televisivi venivano scelti per i grandi annunci e per i confronti più attesi. Oggi per gli annunci è sufficiente un tweet e il pubblico mostra maggior interesse per la TV delle emozioni. Il talk show di spessore è davvero finito?

Opinioni diverse, punti di vista contrastanti, ma il direttore sostiene sia ancora presto per celebrare il funerale dei talk show. Nonostante i talk di politica siano quelli che hanno subito maggiormente la crisi, alcuni degni di nota continuano a sopravvivere e ad avere riscontri positivi. Che la diminuzione degli ascolti sia il frutto della cattiva educazione televisiva che i talk show della casalinga hanno fatto in questi ultimi anni?

Uno dei temi di questa edizione del festival è stato il futuro del giornalismo. «Abbiamo e avremo sempre bisogno di qualcuno che racconti le cose agli altri attraverso una gerarchia di notiziabilità e una verifica delle fonti – ha detto in merito il direttore – quel qualcuno deve saper dire come stanno le cose e saper distinguere le notizie veramente rilevanti.»

Il giornalismo è fatto di giornalisti, dunque, e nonostante il periodo di crisi editoriale «c’è ancora spazio per i giovani che sognano l'informazione, ma ci vuole passione e curiosità.»

09 maggio 2015
00:06:01